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Carlo Grante
Carlo Grante - Biografia


E-mail: carlogrante@tin.it

Strumenti: Pianoforte
Carlo Grante è uno dei pianisti italiani oggi più in vista, interprete autorevole non solo del grande repertorio, ma anche di opere di autori meno frequentati, ai quali dedica una ricerca attenta e rigorosa, spesso preferendo l'immersione nell'impresa di esecuzioni e registrazioni integrali piuttosto che una sporadica apparizione nei programmi dei suoi concerti. È uno dei più attivi e più apprezzati pianisti della produzione discografica contemporanea e nome noto alla critica internazionale: la sua vasta discografia, che conta attualmente più di trenta titoli, spazia così da autori settecenteschi come Domenico Scarlatti, di cui ha registrato a Parigi le Sonate K1 - K120 (edite da Dante), Giovanni Benedetto Platti e Muzio Clementi (di cui ha inciso a Londra le Sonate), a classici della statura di Liszt e Chopin, fino a protagonisti del Novecento come Prokof'ev, e ad autori come Leopold Godowski (1870-1938), pianista polacco naturalizzato statunitense di cui Grante guida la riscoperta con l'incisione in USA, tuttora in corso, di tutta l'opera per pianoforte (nel 1995 tra l'altro ne eseguì la prima mondiale dei 53 Studi sugli Studi di Chopin al Festival di Newport), e Busoni, di cui ha inciso opere per pianoforte e orchestra e molto altro. Per Busoni Grante ha una particolare inclinazione: è molto dedito alle sue composizioni ed alla sua estetica ed è considerato un suo interprete di riferimento. Fra le "scoperte" di Carlo Grante, inoltre, bisogna ricordare il compositore di origine parsi Kaikhoshru Sorabji (1892-1988), al quale si deve una pionieristica fusione di elementi orientali e occidentali nella scrittura della musica per pianoforte. Con questo ampio bagaglio di interessi e di esperienze, Grante ha percorso un cammino che lo ha portato anche vicino alle espressioni della musica contemporanea, tanto che numerosi ed importanti compositori hanno scritto per lui brani che sottolineano non solo il virtuosismo dell'interprete, ma soprattutto la chiarezza nel modo di esporre i materiali musicali e l'ampia tavolozza di colori e timbri espressivi di cui dispone. Sue prossime pubblicazioni discografiche includono opere di Vlad, Finnissy, Troncon a lui dedicate, ed altre di Busoni, Godowsky e Liszt. Parallelamente all'attività d'interprete, Grante ha anche sviluppato rapporti di collaborazione con musicologi e ricercatori che lo affiancano nel suo lavoro d'esplorazione del repertorio.
Grante è stato ospite delle più importanti istituzioni concertistiche in Italia e all'estero: Londra, New York, Chicago, Roma (Accademia di S. Cecilia, Accademia Filarmonica), Milano (Società dei Concerti, Pomeriggi Musicali), Hong Kong, Singapore, Hanoi, Zagabria, Bucarest, Festival di Husum, Festival di Newport, Festival di Vienna, Festival di Istanbul, Festival "Neuhaus" di Saratov (Russia), Festival Miami, Festival Pianistico Estone di Tallin, Festival di Ravello, Autunno Musicale di Como, Herkulessal di Monaco, Gewandhaus di Lipsia, Lima, Rio de Janeiro, etc. Si è esibito da solista con numerose orchestre italiane e straniere: dalla Royal Philharmonic di Londra alla Chamber Orchestra of Europe, dall'Orchestra della Radio-Televisione Jugoslavia alla Bilkent di Ankara, dall'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano alla Robert Schumann Philharmonie, dall'Orchestra della Radio della Germania Centrale alla Sinfonica di Graz, dall'Orchestra da camera della Accademia di S.Cecilia alla Miami Chamber Symphony, etc.
Nel 1996, in occasione di due recitals a Londra con musiche di Clementi, Liszt, Godowsky e Sorabji, la rivista Musical Opinion ha scritto: "I dischi di Grante avevano mostrato qualità sbalorditive...in seguito alle sue esecuzioni al vivo, ha poi dimostrato di essere il pianista di prim'ordine che i suoi dischi suggerivano… grande trionfo di virtuosismo pianistico… ipnotica bellezza di suono. " e il Daily Telegraph ne esaltò "la tecnica sicura ed un malleabile controllo della sonorità pianistica"; nel 1997 ha tenuto un'acclamatissima serie di sei recitals a New York, coprendo un ampio repertorio; il New York Times ha scritto: "Le sue prodezze vanno ben oltre velocità e abilità esecutive, non vi è solo colore attraente ma colore con un fine, differenziazione timbrica che chiarifica il tessuto sonoro. I passaggi difficili sono resi da non sembrar tali". 
Nel 2001 ha tenuto una singolare serie di 3 recitals a Chicago, "Piano & Utopia", presentando importanti lavori del '900, alcuni a lui dedicati ("Grante fa parte di una manciata di pianisti in grado di compiere un'impresa del genere" - Chicago Tribune).
In un recente articolo, Harold Schonberg ha scritto di Grante: "Vero pianismo da virtuoso di classe, retto da una sonorità splendida ". 
Nelle recenti stagioni concertistiche, Grante ha portato in giro un repertorio d'impressionante vastità e varietà: una ventina di diversi programmi per recital e varie opere per pianoforte e orchestra, come i due Concerti di Brahms, il secondo di Prokof'ev, il secondo di Bartok, il secondo di Medtner, il Concerto per pianoforte ed archi, il Concerto op. 39, la Fantasia indiana ed il Conzertstuck di Busoni, Le Notti sui giardini di Spagna di Falla, la Rapsodia in Blue di Gershwin, etc. 
Grante si è diplomato in pianoforte con Sergio Perticaroli al Conservatorio S. Cecilia di Roma, città in cui ha studiato composizione con Claudio Perugini, quindi in USA con Ivan Davis, laureandosi con Master's Degree all'Università di Miami e con Rudolf Firkusny alla Juilliard School di New York (Studi professionali post-laurea); in seguito si è trasferito a Londra, dove ha studiato con Alice Kezeradze-Pogorelich, massima depositaria della scuola Liszt-Siloti. 
Nel 2000 gli è stato conferito il premio "S. Valentino d'oro", che in precedenza era stato dato, per la musica, ad artisti come Artur Rubinstein, Severino Gazzelloni, Gian Carlo Menotti e Roman Vlad.
Aggiornato a 12/2003