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Conservatorio di Musica ‘G. Martucci’ di Salerno

Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali

Musica, Tecnologia ed Embodiment

sonificazione come rappresentazione del gesto coreografico

Masterclass di

Pietro Polotti

con la partecipazione di Sarah Taylor

nell’ambito di

AumentAzioni 2016

6° Festival Internazionale di Musica Elettronica

Programma

Martedì 13 Settembre 2016

Ore 9:30 – 12:30 – Lezione teorica I
Ore 14:30 – 18:30 – Laboratorio I

Mercoledì 14 Settembre 2016

Ore 9:30 – 12:30 – Lezione teorica II
Ore 14:30 – 18:30 – Laboratorio II

Giovedì 15 Settembre 2016

Ore 9:30 – 12:30 – Laboratorio III
Ore 17:00 – Concerto finale
Coreofonie

Aula 29

Musica, tecnologia ed embodiment

Il controllo del suono elettronico in tempo reale e l’espressività del gesto sonoro sono oggi uno degli hot topic della produzione musicale mediante le nuove tecnologie. Tale percorso di ricerca trova oggi riscontro in un panorama più generale della produzione artistica, ovvero quello delle arti interattive.
Il recupero di un rapporto corporeo con lo strumento digitale colloca la creazione sonora mediante l’informatica in un mondo artistico innovativo e fertile, in cui i molteplici canali di comunicazione inerenti alle diverse modalità percettive – uditiva, visiva, tattile e propriocettiva – possono convergere in un unico prodotto artistico. La multimodalità rimanda non solo alla compresenza di più stimoli che agiscono contemporaneamente, ma anche alla loro azione organica, il cui effetto è quello di creare qualcosa di diverso dalla semplice somma delle singole componenti.
Il sistema studiato da Pietro Polotti, docente di Informatica Musicale presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, è parte di un progetto più vasto denominato EGGS, ed è concepito come una sorta di “coreofono”: una rappresentazione acustica dell’azione coreografica in cui il movimento del corpo è una visualizzazione del suono.
La masterclass si svolge con la collaborazione della danzatrice e coreografa Sarah Taylor.

La masterclass è rivolta agli studenti dei corsi di musica elettronica, composizione, musicologia e ai danzatori. Sono previste lezioni teoriche e laboratori, durante i quali gli studenti potranno anche presentare proprie composizioni o progetti.
L’iscrizione alla masterclass è obbligatoria sia per gli studenti interni che esterni, mentre l’ingresso al concerto è libero.
Per informazioni e iscrizioni scrivere a nuove.tecnologie@consalerno.it

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12a edizione SIXE A SANTA SEVERINA

Master class e Concerti

Castello Carafa
29 agosto 4 settembre 2016 Master class di interpretazione vocale
tenuta dal M° Angelo Gabrielli

A.M.A. Calabria, Ente accreditato quale soggetto qualificato per la formazione del personale della scuola, nell’ambito delle attività promosse dal proprio Istituto Musicale Sebastiano Guzzi, allo scopo di contribuire ad una sempre più qualificata formazione professionale dei docenti, organizza, con il sostegno del MiBACT, Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo e della Regione Calabria, il Corso Nazionale di Formazione e Perfezionamento Musicale (autorizzato dal decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 26/07/2007 relativo alla direttiva Ministeriale n. 90 del 01/12/2003) in CANTO LIRICO cui possono partecipare cittadini italiani e stranieri. Il Corso, organizzato nell’ambito della Rassegna SIXE – Suono Italiano per l’Europa – . Il Corso, tenuto dal M° Angelo Gabrielli con la collaborazione pianistica della prof.ssa Mirca Rosciani e l’assistenza del Prof. Biagio Pizzuti, avrà luogo a Santa Severina (KR ) presso il Castello di Santa Severina dal 29 agosto al 4 settembre 2016

In programma due concerti con orchestra che avranno luogo presso il Teatro Greco di Roccabernarda il 2 settembre e presso la Cattedrale di Santa Severina il 3 settembre 2016 ed un concerto con pianoforte da tenersi presso il Castello di Santa Severina il 31 agosto 2016.

Organizzazione e promozione a cura della Federazione CEMAT e di Progetto Musica 2016

La ministazione è inserita nel progetto Castelfiaba 2016

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LETTERA DEI SOCI DEL CEMAT AL MINISTRO FRANCESCHINI

Gentile signor Ministro,

le rappresentiamo oggi la nostra profonda preoccupazione per quanto è accaduto alla Federazione Cemat di cui parecchi di noi siamo soci e che inopinatamente si è vista cancellare l’essenziale contributo del FUS, dopo 19 anni di una attività costante e indefessa nei vari aspetti della produzione e divulgazione della musica italiana.

Non vogliamo entrare nel merito di come ciò sia potuto accadere, ma vogliamo dichiarare che nel panorama della musica italiana, così avara di attenzione sulla creatività e la nuova musica questa istituzione ha saputo mantener viva in tutti questi anni la presenza e visibilità di tantissimi compositori ed interpreti, sempre rinnovandosi sino a creare lo strumento radiofonico sul web, estremamente attivo, al quale ormai tantissimi di noi fanno riferimento e che in soli tre anni ha presentato oltre 800 compositori italiani oltre a numerosi e diversi interventi di interesse musicale. RadioCemat, nel panorama musicale europeo, rappresenta un unicum nel suo genere.

Ci risulta incredibile che lo Stato non voglia dire una sola parola di interesse per il futuro della composizione italiana, che pure è molto apprezzata anche in altri paesi.

La Federazione Cemat, anche dal punto di vista della sua connotazione all’estero, ha per anni potuto svolgere un’importante funzione di divulgazione e promozione tramite il programma SONORA, Nuova musica italiana nel mondo dove dal 2001, annualmente eravamo presenti in una ventina di paesi all’anno; unico progetto organico di questo tipo mai messo in atto dall’Italia sino ad allora. Tutto questo scompare e non ci capacitiamo delle ragioni.

Sappiamo che la decisione di cancellare il Cemat ha messo in allarme molti esponenti della musica e della cultura -che si sono espressi in vario modo- come pure la comunità della musica elettronica internazionale, CIME/ICEM, dove siamo associati da anni, che ha voluto esprimere la propria forte preoccupazione in questo senso.

Crediamo profondamente che il Cemat debba continuare l’azione di promozione della musica italiana d’oggi e chiediamo a Lei, signor Ministro, di voler prendere in serio esame la possibilità di assicurare la continuazione di questa funzione così importante.

Auspichiamo pertanto la Sua attenzione all’argomento, con la possibilità di volgere al positivo questa incresciosa situazione e Le inviamo i migliori saluti

Primi firmatari esponenti e compositori soci del Cemat:
· Laura Bianchini, Crm
· Mauro Cardi, Edison Studio
· Luigi Ceccarelli, Edison Studio
· Fabio Cifariello Ciardi, Edison Studio
· Alessandro Cipriani, Edison Studio
· Giovanni Costantini, Sonic Arts Università di Tor Vergata
· Maria Cristina De Amicis per Istituto Gramma
· Giuseppe Di Giugno Presidente onorario
· Michelangelo Lupone, Crm
· Maddalena Novati per Centro NoMus
· Walter Prati MM&T

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APPELLO MUSICA AI MUSICISTi

E’ possibile firmare

l’APPELLO del CEMAT – Musica ai Musicisti a sostegno della Federazione CEMAT che dopo 19 anni ha visto cancellati i finanziamenti del FUS per l’attività del 2015

http://federazionecemat.it/appello_finanziamenti_fus/

la Petizione dell’Associazione Roma Tre Orchestra Diretta a All’ On. Dario Franceschini Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo
Richiesta di revoca dei Decreti Direttoriali nn. 947, 948, 949, 950, 952 in merito alle assegnazioni FUS 2015 relative alle Attività Musicali

https://www.change.org/p/all-on-dario-franceschini-ministro-dei-beni-e-delle-attivit%C3%A0-culturali-e-del-turismo-richiesta-di-revoca-dei-decreti-direttoriali-nn-947-948-949-950-952-in-merito-alle-assegnazioni-fus-2015-relative-alle-attivit%C3%A0-musicali?recruiter=360281736&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

Il g. 24 luglio viene stilato questo testo dopo aver letto su La Stampa l’articolo di Sandro Cappelletto che rileva le incredibili difficoltà causate alla vita musicale da nuove norme che si pensava dovessero portare equità e giustizia, ma che si sono rilevate addirittura depistanti.
Tolti un certo gruppo di operatori che hanno avuto probabilmente meritoriamente un riconoscimento finanziario, dai recenti provvedimenti ministeriali sono stati cancellati o fortemente penalizzati quasi tutti i soggetti che si prefiggono di presentare composizioni nuove, di sostenere i giovani musicisti, di facilitare le loro carriere e il loro inserimento nella società. E tra questo il Cemat.
La musica contemporanea, la ricerca, le innovazioni tecnologiche sono state spazzate via proprio quando, a livello internazionale, le nostre realtà trovano spazio nelle più prestigiose iniziative.
La musica contemporanea è un’arte in divenire e se la si valuta su basi quantistiche è più che evidente che non può avere i numeri del consenso dovuto alle cose già note. Nè si può richiederlo perchè è un parametro che falsa la motivazione stessa della creatività.
Come mai lo Stato italiano, che non perde occasione per magnificare la cultura italiana , si comporta in questo caso in modo del tutto controproducente? Perchè vengono privilegiate forme di spettacolo che al 90% propongono tour di artisti stranieri? Siamo davvero così poveri di inventiva e di talenti?
Il futuro dei nostri musicisti è diventato buio. Questa missiva è scritta, a caldo, con grande sofferenza e rabbia, da alcune delle sigle, cancellate o fortemente limitate dalla Commissione Musica del Ministero, e da musicisti e operatori del settore al fine di contrastare la tendenza autolesionista del Paese e per affermare con forza la necessità di un rapido cambio di passo, alla luce dell’esigenza di sostenere la creatività italiana e con essa la promozione, la formazione e l’innovazione anche nella musica.

I dati ufficiali dei finanziamenti del FUS alla musica sono usciti il 6 agosto 2015.

La federazione Cemat è stata cancellata dai contributi del FUS dopo ben 19 anni di attività al servizio della musica italiana, non essendo rientrata nei 15 soggetti finanziabili (a fronte dei 180 dell’anno precedente!!!). E’ sin troppo evidente che la sola idea di blindare le domande a soli 15 soggetti, reperiti in un vasto quanto eterogeneo contesto di iniziative, sia stata un’arma micidiale.

A settembre uscirà un Infocemat nel quale evidenziamo la mole di lavoro che in questi primi sette mesi già abbiamo svolto (tutto lavoro che non verrebbe pagato e compensato) e inviteremo i soggetti finanziati a dare altrettanta pubblicità alla loro programmazione. E che succede da qui in poi?

Già informalmente si sapeva delle grandi difficoltà che il Decreto dell’agosto 2014 aveva creato e 16 parlamentari, su invito della sen. Elena Ferrara hanno presentato un’interrogazione molto circostanziata al Ministro che di cui vi accludo un estratto.
Alcune decine di associazioni o musicisti, a partire da Salvatore Accardo, Luca Lombardi, Michele Campanella, Roberto Fabbriciani e tantissimi altri hanno poi aderito all’invio di una lettera al Ministro nel quale si puntualizzano i diversi punti critici chiedendo di rivedere le strategie dei finanziamenti.

Per dare adesione e sostegno a tale richiesta è possibile firmare l’appello qui pubblicato.

Grazie della vostra attenzione e della vostra solidarietà

Gisella Belgeri
Presidente
Federazione Cemat – Center Music Art Technology

Lettera Appello

All’ On. Dario Franceschini
Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

OGGETTO: Richiesta di revoca dei Decreti Direttoriali nn. 947, 948, 949, 950, 952 in merito alle assegnazioni FUS 2015 relative alle Attività Musicali

Onorevole Ministro,

Rivolgiamo alla Sua persona il presente appello, urgente e necessario perché la situazione che si è determinata a seguito dei Decreti di cui in oggetto, nella sua gravità, rischia concretamente di compromettere la sopravvivenza di centinaia di istituzioni musicali del nostro Paese con il consequenziale impoverimento dell’offerta musicale nel territorio e la cancellazione di possibilità lavorative (peraltro già molto poche nel nostro Paese) per gli operatori, anche giovani, del mondo della musica.

Come ella certamente sa, i criteri di ammissione all’interno del Fondo Unico per lo Spettacolo e di riparto delle risorse sono cambiati totalmente a partire dall’anno 2015, per gli effetti del DM 1 luglio 2014 che ha letteralmente rivoluzionato il settore.

A parte il fatto che una riforma di questa importanza probabilmente avrebbe forse necessitato di una vera e propria revisione di legge (mentre il testo normativo di riferimento rimane la legge n. 163 del 30 aprile 1985) e non di un semplice DM, pur accettando le finalità e attenendoci allo spirito dello stesso, leggiamo quanto affermato nella scheda tecnica reperibile sul sito del Ministero ovvero che “Il nuovo metodo…si basa su una valutazione delle domande di contributo fatta oggettivamente con un sistema di quantificazione delle attività realizzate e dei risultati raggiunti. Su base 100, 70 punti verranno assegnati automaticamente, in modo del tutto trasparente ed oggettivo, in funzione di un set di indicatori chiari e misurabili. I restanti 30 punti verranno assegnati dalle nuove commissioni tecniche, alle quali non parteciperà più il Direttore Generale, e che avranno il compito di esprimersi con un giudizio di qualità su una serie di questioni legate al progetto presentato. Si tratta di una rivoluzione del sistema, che allineerà il contributo con il valore creato da ciascun operatore, ridisegnando il sistema delle contribuzioni”.

Senza entrare nel merito del Decreto, da quanto emerge dalla lettura dei Decreti Direttoriali citati in oggetto, in questa sede si vuole semplicemente affermare che i criteri sopra esposti sono stati totalmente disattesi.

Le criticità sono infatti molte, ma la distorsione più macroscopica e facilmente percepibile è una: il giudizio della commissione tecnica, che doveva semplicemente valutare la qualità artistica dei progetti e dei programmi presentati, non si è chiaramente limitato a questo, ma è servito come metodo di ponderazione delle risorse e di riequilibrio del sistema su criteri di opportunità politica, tenuto conto dei valori emersi attraverso gli indici calcolati dal sistema informatico.

Dalle graduatorie pubblicate emerge infatti che decine e decine di istituzioni in tutta Italia, già riconosciute all’interno del FUS, sono state quest’anno escluse. Nelle tabelle non è specificato (opacità certamente deprecabile), per gli enti non sovvenzionati, il quadro esatto e puntuale dei punteggi ottenuti nei tre diversi ambiti (dimensione quantitativa, qualità indicizzata, qualità artistica). Da alcuni riscontri avuti dai diversi operatori con gli uffici competenti tuttavia è emerso chiaramente che la non ammissione al FUS è stata dovuta, in massima parte, a giudizi nella qualità artistica inferiori a 10 punti su 30, limite sotto al quale si era automaticamente esclusi “per indegnità” dalla ripartizione delle risorse.

Questo fatto è inaccettabile e del tutto irragionevole, soprattutto per due ragioni molto semplici:

1. un punteggio inferiore a 10/30 indica una qualità decisamente scadente della proposta, ed è inverosimile che tutti gli operatori “cacciati” dal Fus possano sensatamente essere accusati di ciò. In moltissimi casi si tratta di stagioni concertistiche che da decenni venivano riconosciute e sovvenzionate dal Ministero, dunque delle due l’una: o per decenni lo Stato si è sbagliato a sostenere queste realtà, oppure lo sbaglio è avvenuto quest’anno;

2. la commissione tecnica che ha effettuato le valutazioni quest’anno è la stessa che ha valutato lo scorso anno. Se lo scorso anno, a questa commissione, le programmazioni erano apparse di livello adeguato ad ottenere il riconoscimento, come è possibile che in così tante non lo siano quest’anno? Tutte queste da un anno all’altro hanno svilito così pesantemente le rispettive programmazioni?

Non si può non considerare, inoltre, che queste decisioni arrivano ad agosto, quando ormai gran parte delle stagioni è stata svolta e queste istituzioni hanno agito e speso nella più che ragionevole e legittima attesa di vedersi riconosciuti all’interno del FUS, come appunto era avvenuto negli anni, a volte decenni, precedenti.

Viene quindi il fondato e legittimo sospetto che il giudizio di qualità non sia stato legato, appunto, solo alla qualità, così come doveva essere, ma sia servito come “correttivo” di un sistema che evidentemente non aveva funzionato perfettamente o, quanto meno, non conteneva al suo interno gli adeguati correttori. In questo quadro si aggiunge l’episodio, non marginale e certamente grave, delle dimissioni dalla commissione tecnica della compositrice Silvia Colasanti, unica musicista all’interno dell’organo, avvenute a commissione aperta e a lavoro non ancora concluso, le cui ragioni sono ovviamente da approfondire ma che facilmente possono essere ricondotte a questo uso distorto e non certamente tecnico del giudizio di qualità della commissione stessa.

Probabilmente non c’erano risorse sufficienti a sostenere tutti gli operatori del settore seguendo pedissequamente i criteri matematici impostati dal DM, perché evidentemente i totali dati dal sistema (tenendo dentro quindi anche la dimensione quantitativa e la qualità indicizzata) erano troppo alti.

Di fronte a questo problema tuttavia le soluzioni potevano e possono essere due, o aumentare le risorse, oppure prevedere, così come sensatamente avvenuto fino al 2014, un meccanismo di abbattimento del finanziamento stesso, ovvero quanto già previsto dall’articolo 6, comma 1 del previgente DM 9 novembre 2007: Nel caso di progetti artistici di particolare rilevanza finanziaria, l’Amministrazione può prendere in considerazione una parte dei costi ammissibili concedendo la facoltà di ridurre i costi dell’attività, fermi restando i minimi previsti per ogni singolo settore. Perché non inserire nuovamente una previsione così semplice anche nel quadro normativo attuale, visto che ipotizzare un aumento delle risorse è certamente più difficile?

Certo, la soluzione del problema non poteva e non può essere la soppressione, violenta, di decine di realtà importanti, in tutto il Paese, che contribuiscono alla crescita dei territori, peraltro usando come una clava l’arma del giudizio artistico, perché questo oltre ad essere ovviamente illegittimo, offende la dignità degli operatori, per i quali è infamante trovarsi bollati di una simile etichetta, dopo anni di lavoro svolto con abnegazione e professionalità.

Non può essere il sacrificio di alcuni lo strumento con cui si dimostra che il sistema previsto dal decreto funziona alla perfezione e che i conti tornano.

La richiesta che avanziamo alla Sua persona è pertanto che il Ministero, anticipando gli inevitabili, numerosi e sgradevoli strascichi giudiziari che questa vicenda avrebbe e ponendosi invece dalla parte degli operatori e del Bene Comune, non della difesa del Decreto in sé, revochi i Decreti contenenti le graduatorie e sottoponga al giudizio di nuove commissioni tecniche le programmazioni, aggiungendo eventualmente un correttivo formale che renda l’erogazione del contributo alla fine della procedura compatibile con i vincoli di bilancio.

Chi opera nelle associazioni musicali lo fa per amore dell’Arte e per diffondere la cultura musicale in tutto il Paese. I fondi assegnati a queste istituzioni sono moltiplicatori di crescita, perché tutto è speso per gli artisti, tutto è investito per offrire a più pubblici, in molte zone d’Italia, prodotti qualificati e occasioni di crescita musicale.

Nella speranza che questo appello possa incontrare da un lato la Sua sensibilità politica e, dall’altro convincerla dei chiari vizi di legittimità di cui si è macchiata la presente procedura, inviamo i nostri migliori saluti.

Interrogazione parlamentare

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02105 Atto n. 3-02105 (in Commissione)

FERRARA Elena , BOCCHINO , IDEM , CARDINALI , COLLINA , CUOMO , DIRINDIN , FASIOLO , FAVERO , LAI , LANIECE , MANASSERO , PALERMO , PUPPATO , SOLLO , RICCHIUTI , PIGNEDOLI – Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. –

Premesso che:

il 1° luglio 2014 è stato emanato (e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 191 del 19 agosto 2014) il decreto ministeriale “Nuovi criteri per l’erogazione e modalità per la liquidazione e l’anticipazione di contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo”;
il 6 maggio 2015 la 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato, a conclusione dell’esame dell’affare assegnato sull’offerta culturale nel settore musicale, ha approvato all’unanimità la risoluzione Doc. XXIV, n. 47, con cui impegna il Governo a prevedere un puntuale monitoraggio, anche in sede parlamentare, dell’efficacia del citato decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo;

considerato che:

da un articolo pubblicato in data 22 luglio 2015 sul quotidiano “La Stampa” si apprende che la compositrice Silvia Colasanti avrebbe rassegnato le sue dimissioni da componente della Commissione musica del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’organismo che decide la ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo per quel che riguarda le attività musicali;
secondo quanto riportato dalla stampa, la compositrice romana avrebbe motivato la sua decisione sostenendo in una lettera inviata al Ministro in indirizzo e al direttore generale per lo spettacolo dal vivo che l’attuale normativa (il decreto ministeriale citato) lascerebbe poco spazio all’aspetto qualitativo nella valutazione dell’attività delle varie istituzioni musicali, mettendola dunque nell’impossibilità di perseguire gli obiettivi culturali legati al suo ruolo;
oltre alle dimissioni della Colasanti (compositrice tra le più prestigiose nel panorama italiano, le cui opere sono eseguite regolarmente in tutta Europa) preoccupano profondamente anche le rimostranze di numerose associazioni quali Anbima e Feniarco, che raggruppano migliaia di bande e di cori, in ordine alla ripartizione dei fondi statali alla musica che, a differenza di quanto annunciato, non avverrebbe sulla base “del merito e dell’oggettività” che il nuovo meccanismo predisposto avrebbe dovuto assicurare;
forti critiche al nuovo regolamento del FUS sono state mosse anche dalla federazione CEMAT, importante e riconosciuta struttura di promozione della musica contemporanea, che risulterebbe colpita da un provvedimento di cancellazione non rientrando tra i pochissimi soggetti che avranno accesso al finanziamento, che in una lettera inviata al Ministro chiede un incontro per un approfondimento, nonché di valutare l’opportunità di prevedere una riformulazione;
secondo quanto sostenuto, il regolamento del FUS emesso nel 2014 è basato su algoritmi che avrebbero dovuto, a detta degli esperti, generare maggiore equità e riconoscimento di merito, ma, al contrario, si starebbe rilevando inadeguato a questi scopi;
durante la recente audizione del 12 maggio 2015 in 7a Commissione del Senato, in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi del direttore generale spettacolo dal vivo del Ministero, non emergevano evidenze rispetto a penalizzazioni importanti nel mondo della musica anche a soggetti che per mesi si sono attivati per produrre istanze complete e programmaticamente importanti per la candidatura ai finanziamenti;
buona parte dei verbali delle commissioni di valutazione non sono ancora stati resi noti,

si chiede di sapere:

se la notizia delle dimissioni della compositrice Silvia Colasanti da componente della Commissione musica del Ministero corrisponda al vero e se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quali siano le motivazioni di tale grave decisione;
quale sia lo stato dei lavori delle diverse commissioni istituite per la ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo;
se stia monitorando, o non ritenga di dover monitorare, l’efficacia del decreto ministeriale 1° luglio 2014, come richiesto nella risoluzione Doc. XXIV n. 47, anche coinvolgendo le Commissioni parlamentari competenti.

http://federazionecemat.it/appello_finanziamenti_fus/

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Nessun parli

tutte le scuole di ogni ordine e gradoorganizzato da: MIUR

Il Miur ha diramato la nota n. 35927 del 21 settembre 2017, con la quale invita le istituzioni scolastiche a partecipare all’iniziativa, promossa in
collaborazione con il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti.

L’iniziativa prevede di dedicare una giornata allo svolgimento di un’attività musicale e artistica che coinvolga attivamente tutte le studentesse e gli studenti.

Nel corso della giornata, gli studenti devono soltanto cantare, suonare o
svolgere attività di produzione artistica, anche coerenti con l’innovazione didattica e digitale.Le attività musicali e artistiche potranno essere svolte sia in modalità classica che con strumenti e/o modalità innovative, sia dal punto di vista didattico che dal punto di vista tecnologico in linea
con il Piano nazionale per la scuola digitale

La giornata individuata, denominata “Nessun parli…” è quella del 22 novembre 2017. Nella nota si sottolinea l’importanza della partecipazione attiva di tutta la comunità scolastica (dirigenti scolastici, docenti, personale ATA, studentesse e studenti e famiglie) e dell’apertura della propria scuola al territorio, durante le attività scolastiche o extrascolastiche già a partire dal pomeriggio del 21 novembre 2017.

Per la partecipazione, tutte le scuole riceveranno, a partire dal 25 settembre, una e-mail con un link che li guiderà alla registrazione, che sarà possibile sino al 17 novembre.

Le scuole partecipanti potranno poi partecipare al relativo concorso.

Per partecipare al summenzionato concorso, denominato “il mio nessun parli…”, le scuole dovranno, durante o al termine delle attività realizzate, elaborare un videoclip rappresentativo delle attività
realizzate (nei suddetti giorni) e caricarlo sulla piattaforma
on line nella sezione dedicata.

I videoclip vanno caricati dalle istituzioni scolastiche partecipanti entro le ore 15.00 del 6 dicembre 2017.